È vero che l’angina pectoris è più frequente nei diabetici?

L’aterosclerosi, ovvero la progressiva riduzione dell’elasticità e del calibro dei vasi, è un processo che può restare inosservato per anni, finché si verifica una riduzione dell’afflusso di sangue ai vari organi o tessuti, cioè l’ischemia.

A livello del cuore, la patologia ischemica è rappresentata dall’angina (dolore costrittivo al torace irradiatesi al braccio sinistro) e dall’infarto miocardi che è una delle cause principali di morte della popolazione generale e che può avere una frequenza 3-4 volte maggiore nei soggetti diabetici.

Oggi è possibile eseguire esami non invasivi, cioè non pericolosi per il paziente, quali la registrazione dell’elettrocardiogramma durante le 24 ore (esame secondo Holter), l’elettrocardiogramma da sforzo e la scintigrafia cardiaca, che sono in grado di fornire informazioni in più rispetto al normale elettrocardiogramma.
Questi esami permettono di svelare uno stato di ischemia miocardica in fase iniziale e, quindi, di fare una diagnosi precoce della cardiopatia ischemica nel diabetico, in modo da attuare per tempo una corretta terapia.