Il diabete pregravidico

Prima del concepimento
Il diabete pregravidico è una condizione in cui il diabete è presente ancor prima della gravidanza. Questo può rappresentare un rischio per il feto, in quanto una glicemia elevata nel periodo della gestazione, in particolare durante il primo trimestre, costituisce un fattore di rischio per comparsa di anomalie congenite specialmente a carico del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso, dei reni e delle vie urinarie del bambino. Ciò nonostante, una donna diabetica che decide di mettere al mondo un figlio può farlo tranquillamente, in quanto un attento e meticoloso controllo metabolico portato avanti fin dalla fase precedente al concepimento consente di abbattere il rischio di anomalie enormemente, fino a raggiungere i livelli di rischio di una comune donna non diabetica.

Per questo motivo, è importante che la gravidanza nelle donne diabetiche non giunga mai come un evento improvviso e inaspettato, ma piuttosto pianificato nel tempo e con un’attenta gestione della glicemia condotta sin da 3-6 mesi prima del concepimento.
Un programma di educazione e di informazione prima delle gravidanza può essere molto utile alle donne in questi casi, con la possibilità di mettere a punto con il proprio diabetologo la miglior strategia di controllo della glicemia, intensificando la misura dei valori glicemici e la terapia insulinica, nonché pianificando una dieta alimentare adeguata e un programma di esercizio fisico.
Sin dalla fase precedente alla gravidanza, inoltre, è sempre opportuno comunicare al proprio medico l’assunzione di qualsiasi medicinale, in modo che questo possa valutare le sue eventuali controindicazioni in gravidanza sostituendolo eventualmente con un altro farmaco.

Durante la gravidanza
Nel periodo della gravidanza è importante che il controllo della glicemia sia effettuato di frequente, sia a digiuno che dopo i pasti, mentre il trattamento con insulina deve essere intensivo, in modo da ottimizzare il controllo glicemico.
A questo proposito, l’eventuale trattamento con ipoglicemizzanti orali nelle donne con diabete di tipo 2 deve essere sospeso a favore dell’insulina, poiché questi medicinali sono farmaci controindicati in gravidanza.
Nel caso di donne con diabete di tipo 1, invece, il team diabetologico può eventualmente proporre alla donna l’adozione del microinfusore, anche soltanto per il periodo della gravidanza, in modo da garantire il massimo controllo glicemico.
Nel periodo della gestazione, specialmente durante le primissime settimane, è importante che i valori di emoglobina glicata si mantengano attorno al 6,5% e la su misurazione deve essere effettuata ogni 6 settimane circa. Su suggerimento dei medici, la donna dovrà poi seguire un programma diagnostico utile a monitorare con attenzione il progressivo stato di salute della donna e del bambino.

Dopo il parto
Se l’autocontrollo del diabete è stato portato avanti in modo ottimale, non ci sono pericoli per il nascituro. Il rischio principale del diabete in gravidanza, infatti, è dato dal fatto che il glucosio presente nel sangue a livelli elevati può attraversare la placenta e interagire con il corretto sviluppo del feto.
Dopo la nascita, l’allattamento al seno è consigliato per le madri diabetiche e, considerando il bisogno di calorie durante l’allattamento, si potrebbe decidere assieme al dietologo di aumentare leggermente l’apporto calorico giornaliero. Seppur l’insulina non abbia alcuna controindicazione durante l’allattamento, inoltre, è probabile che in questa fase la donna necessiti di una dose inferiore di insulina, che dovrà essere stabilita dopo un attento controllo glicemico.