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LINEE GUIDA AMD SULL’EMERGENZA

Se la terra trema
L’esperienza dell’Abruzzo, brillante esempio di efficienza, è stata il punto di partenza per l’elaborazione di un documento che illustra come organizzare una immediata ed efficiente assistenza alle persone diabetiche in caso di catastrofi naturali

La drammatica vicenda dell’Abruzzo ha rappresentato una dura prova in più per i diabetici e per chi ha dovuto soccorrerli e assistere nei giorni del terremoto (come abbiamo documentato su Tuttodiabete 3/2009). Ma l’efficacia dell’intervento attuato in quelle terre sfortunate è stata un punto di partenza per l’elaborazione della Linee guida, sulla “Gestione del diabete durante le catastrofi naturali”, realizzato dai diabetologi abruzzesi sotto l’egida dell’Associazione medici diabetologi e presentato qualche settimana fa a Roma, in Senato. Il documento -che ha raccolto l’adesione della Sid, l’approvazione della Federazione italiana di medicina di emergenza urgenza e delle catastrofi e il patrocinio della Idf- delinea i parametri essenziali per la creazione di una rete organizzativa in grado di portare soccorso specialistico alle persone con diabete in modo efficace ed efficiente nelle fasi dell’emergenza, garantendo anzitutto l’assistenza immediata nel momento più critico, le prime 72 ore dopo il fatto. L’obiettivo strategico è quello di far sì che la terapia -a cominciare dalle iniezioni di insulina- non sia mai interrotta e di offrire ai pazienti un punto di riferimento sempre disponibile e raggiungibile anche nei momenti di maggiore difficoltà.
Proprio quanto è accaduto in Abruzzo, quando il centro diabetologico dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila è andato distrutto sotto i colpi del sisma, ma l’Unità operativa diretta dalla dottoressa Rossella Iannarelli è riuscita ugualmente ad assicurare, pur tra tende e camper, una struttura organizzata capace di far fronte ai bisogni dei pazienti nella fase successiva al terremoto e poi nelle dure settimane seguenti sulla base di un vero e proprio piano operativo per l’emergenza. Ecco perché è stata proprio Iannarelli a coordinare l’équipe che ha stilato le linee guida sulla gestione del diabete in caso di catastrofi.
“Abbiamo dovuto quotidianamente assistere  oltre 80  persone con diabete -spiega la dottoressa- dando informazioni e indicazioni su come comportarsi. Ogni persona che convive con il diabete sa bene come questo imponga una routine fatta di orari e programmi ben definiti: un'emergenza, in particolare una maxi-emergenza, può realmente incidere sulla malattia, sulla sua gestione e, di conseguenza, sulla qualità di vita. È importante che, insieme alla famiglia, le persone con diabete si preparino a far fronte a situazioni come questa”.
 Perciò, “a ogni persona che soffre di diabete devono essere fornite indicazioni che permettano di far fronte all’emergenza soprattutto nelle ore più critiche: un elenco delle scorte essenziali e indicazioni in merito a quali farmaci e materiali conservare a portata di mano, suggerimenti su cosa fare in caso di temperature elevate, consigli relativi all'alimentazione e regole in caso di malattia, invitando il paziente a informarsi presso il proprio medico sul comportamento da tenere e a cercare la postazione diabetologica nel centro medico principale dell’area della catastrofe”.
D’altro lato, deve essere pianificata la costituzione di una task force diabetologica formata da operatori sanitari dei servizi di diabetologia, in grado di intervenire in modo rapido e senza intoppi burocratici nel territorio colpito, coordinandosi tempestivamente con la Protezione civile e con la rete dei soccorsi.   
“Attraverso l’adozione di questo documento e la pianificazione del piano operativo i diabetologi non saranno colti impreparati e avranno a disposizione tutti gli strumenti per far fronte all’emergenza” è l’opinione del presidente di Amd Sandro Gentile, il quale auspica che le linee guida siano condivise e adottate anche a livello internazionale. 

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