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Diabete di tipo 1: l


L’esercizio fisico costante e intensivo può aiutare a normalizzare il metabolismo muscolare nelle persone con diabete di tipo 1, apportando vantaggi significativi.

Lo riportano i ricercatori australiani dell’Università di Sidney: dopo 7 settimane di allenamento intensivo, è stato riscontrato che le persone con diabete di tipo 1 bruciano i grassi più velocemente, senza accumulare acido lattico nel tessuto muscolare. Lo studio non ha evidenziato effetti contrari tra i partecipanti, alcuni dei quali presentavano uno scarso controllo dei livelli di glucosio nel sangue.

Nelle persone che non soffrono di diabete, l’allenamento intenso aiuta a ridurre la scissione del glicogeno, una molecola utilizzata per accumulare energia nel corpo, per future sessioni di allenamento. Quando si esegue un esercizio intenso, l’acido lattico si accumula nei muscoli, causando affaticamento e indolenzimento, ma l’allenamento può ridurne l’accumulo.

Sinora, riportano i ricercatori di Sidney, un unico studio si era focalizzato sul metabolismo muscolare in presenza di diabete di tipo 1. Lo studio aveva evidenziato che con il diabete di tipo 1 si riduce la capacità di bruciare energia nel tessuto muscolare, portando a una maggiore fluttuazione nel metabolismo del glucosio.

I ricercatori hanno quindi ipotizzato che l’allenamento potesse aiutare a riequilibrare il metabolismo muscolare. Lo studio ha coinvolto 8 pazienti diabetici e 7 soggetti di controllo che hanno completato, per una settimana, un programma di allenamento intenso, tre volte alla settimana, con il supporto di una bike. Prima e dopo le 7 settimane di allenamento, ogni partecipante ha pedalato sotto sforzo. Dopo il periodo di allenamento, i ricercatori hanno rilevato che la pedalata sotto sforzo portava a un accumulo minore di acido lattico nei muscoli e nel sangue e a una scissione più lenta di glucosio e glicogeno rispetto al periodo precedente l’allenamento.

Secondo i ricercatori, questi risultati, da approfondire in ulteriori studi, inducono a ipotizzare che gli adattamenti ossidativi all’intensità dell’allenamento possano apportare importanti benefici clinici ai giovani con diabete di tipo 1.

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