Bambini e giovani con il diabete

Sintomi, valori e cura del diabete giovanile

Una corretta e tempestiva interpretazione dei sintomi del diabete permette di intervenire per tempo con la cura più idonea e di gestire al meglio l’evoluzione della malattia.
Per la diagnosi del diabete giovanile si utilizzano gli stessi valori di riferimento per la glicemia degli adulti.
Le cause del diabete giovanile sono sia di natura genetica che ambientale. Questo rende molto difficile, se non impossibile, predire l’insorgere di questa malattia. Quello che, invece, non solo è possibile, ma anche indispensabile è la prevenzione cosiddetta secondaria: la diagnosi precoce.
Un’attenta interpretazione dei sintomi consente, infatti, di intervenire con tempestività e di influire positivamente sull’evoluzione della malattia.

I sintomi
I sintomi del diabete nei bambini sono:
- un forte aumento dell’appetito (polifagia)
- aumento della frequenza e del volume delle urine (poliuria) e in particolare la necessità di urinare di notte (nicturia)
- sete eccessiva (polidipsia) e perdita di peso immotivata
Un altro sintomo caratteristico del diabete infantile è l’acidosi, caratterizzato dalla comparsa di corpi chetonici (acetone) nelle urine oppure da uno stato di malessere con nausee, vomito, mancanza d’appetito e sonnolenza.

I valori della glicemia e la diagnosi
Per la diagnosi del diabete giovanile oggi si utilizzano dei valori di riferimento per la glicemia uguali per adulti e bambini.
In soggetti sani, che hanno una vita regolare e un’alimentazione corretta, generalmente nell’arco della giornata i valori della glicemia si mantengono tra i 60 e i 130 mg/dl.
Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl sono, secondo l’American Diabetes Association, da considerarsi probabili sintomi.

Dopo la diagnosi del diabete infantile, verrà messo a punto lo schema di trattamento insulinico più idoneo per il bambino e, se necessario, il bambino verrà collegato al pancreas artificiale e sottoposto a un trattamento intensificato mediante microinfusori che rilasciano l’insulina nelle 24 ore con modalità simili a quelle fisiologiche.
Dopo questa fase, il pediatra aiuterà il bambino e i suoi genitori ad apprendere ed eseguire le operazioni giornaliere, mentre un dietologo fornirà lui le basi per un’alimentazione corretta.
Nel frattempo, il bambino e i genitori si incontreranno con altri bambini diabetici e con genitori di bambini diabetici, ricevendone supporto ed informazioni. Potrà venire a conoscenza dell’Associazione per l’Aiuto al Giovane Diabetico (AGD) della propria città o regione dove verranno illustrate lui le modalità per trascorrere una settimana al mare o in montagna con altri coetanei diabetici e con l’equipe curante, per imparare a gestire in autonomia alcuni aspetti della patologia.

La cura
Nei bambini che soffrono di diabete la produzione di insulina da parte del pancreas è assente o fortemente ridotta, per questo è necessario compensare la presenza di questo ormone con somministrazioni dall’esterno.
I pediatri diabetologi nel caso di bambini diabetici concordano sull’impiego di almeno due iniezioni al giorno, una prima di colazione ed una prima di cena, di una miscela di insuline ad azione pronta e ritardata.
Lo schema a tre iniezioni comporta l’aggiunta di un’iniezione prima del pranzo, mentre lo schema a quattro iniezioni viene impiegato nell’adolescenza, aggiungendo alle tre iniezioni prima dei pasti principali una quarta iniezione la sera prima di andare a letto.
Qualunque sia lo schema usato, è importante lasciar trascorrere tra l’iniezione e il pasto un intervallo di almeno 30 minuti, che può essere ampliato a 45-60 minuti se la glicemia preprandiale è >150 mg/dl.
Oltre alle insuline ad azione pronta (inizio entro 15-30 minuti dall’iniezione/termine dopo 6-8 ore ), intermedia (inizio 90 minuti dopo l’iniezione/termine dopo 12-20 ore) e prolungata (inizio circa 180 minuti dall’iniezione/termine dopo 24-30 ore), esistono in commercio preparati di insulina rapida ed NPH (intermedia), in proporzioni variabili pronte per l’uso.
Queste hanno proporzioni fisse fra le insuline e non personalizzabili, seppur abbiano il vantaggio di poter essere somministrate senza imbattersi in errori di posologia.