Il diabete si può prevenire?

L’importanza dello stile di vita per la prevenzione del diabete di tipo 2

Secondo un rapporto della Federazione Internazionale del Diabete (IDF), il numero totale di adulti (20-79 anni) con diabete nel 2045 sarà di 629 milioni, rispetto ai 425 milioni del 2017, registrando un aumento del 48%. Questi numeri rendono evidente l’importanza dell’azione sui fattori di rischio che portano al diabete, e quindi della prevenzione, se e quando è possibile metterla in atto.

Il diabete è una condizione patologica cronica a causa della quale gli zuccheri assunti con la dieta non vengono assorbiti correttamente dalle cellule e restano invece nel circolo sanguigno. La causa è una ridotta funzionalità o la totale assenza di un ormone chiamato insulina e responsabile dell’assorbimento del glucosio dal sangue alle cellule.

Esistono vari tipi di diabete, i più diffusi sono:

  • diabete di tipo 2;
  • diabete gestazionale (presente in donne in gravidanza);
  • diabete di tipo 1;

Mentre il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune con un picco di esordio in età infantile, il diabete di tipo 2 insorge in età più adulta ed è strettamente correlato ad alcuni fattori di rischio. Alcuni di questi fattori riguardano:

  1. Lo stile di vita
  2. Altre malattie concomitanti
  3. Ereditarietà  

Il diabete di tipo 2 riguarda solitamente gli adulti e gli anziani, tuttavia, in tempi più recenti, l’aumento di bambini e adolescenti obesi, in sovrappeso, che non praticano attività fisica regolare e hanno uno stile di vita poco sano ha portato a osservare la comparsa del diabete di tipo 2 anche in soggetti più giovani.

Fattori di rischio

Lo stile di vita è un elemento chiave nella prevenzione di numerose malattie cardiovascolari, metaboliche, legate all’invecchiamento. Tra queste vi è senza dubbio il diabete di tipo 2. Per agire sugli stili di vita è importante comprendere quali siano i fattori di rischio per la malattia e agire sui fattori di rischio che si possono modificare.

Per quanto riguarda i fattori modificabili, i più rilevanti e noti sono:

  • Obesità
  • Inattività fisica
  • Fumo
  • Qualità e quantità del sonno

Se consideriamo la presenza di altre malattie, la dislipidemia e l’ipertensione aumentano il rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Tra i fattori non modificabili troviamo invece l’invecchiamento e la storia familiare di diabete.

Gli step per la prevenzione

Dopo aver stabilito i fattori di rischio, se le caratteristiche elencate ci rispecchiano, è importante rivolgersi al proprio medico e sottoporsi agli adeguati controlli.

Per esempio, se siamo fumatori, sedentari e con un principio di obesità, è bene fare qualche accertamento: il medico potrà prescrivere gli opportuni esami del sangue, a partire dal test della glicemia a digiuno. La stessa cosa se abbiamo più di 45 anni, soffriamo di ipertensione e siamo sedentari: gli esami di controllo sono fondamentali per capire se siamo a rischio diabete di tipo 2 e per porvi rimedio attraverso le azioni di prevenzione.

Le azioni di prevenzione riguardano lo stile di vita e il controllo routinario:

  1. Avere un’alimentazione sana, equilibrata e bilanciata.
  2. Praticare attività fisica costante, da lieve a moderata
  3. Ridurre il peso corporeo in caso di sovrappeso e obesità

L’obesità è una condizione di salute complessa che comporta una quantità eccessiva di grasso corporeo. È definita dal BMI e valutata in base alla distribuzione del grasso tramite il rapporto vita-fianchi. Il grasso addominale nel corpo aumenta l’infiammazione e diminuisce la sensibilità all’insulina. La condizione di insulino-resistenza porta poi all’insorgenza del diabete di tipo 2.

Uno studio cinese ha dimostrato una riduzione del rischio del 31-46% con dieta ed esercizio fisico. Il Finnish Diabetes Prevention Study ha dimostrato che la riduzione del peso e dell’apporto di grassi riduce del 58% l’incidenza del diabete. Infine, il Diabetes Prevention Program americano ha dimostrato che una perdita di peso del 7% e 150 minuti di attività fisica settimanali portano a una riduzione del 58% di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

4. Smettere di fumare

Un nuovo documento, sviluppato congiuntamente dall’OMS, dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’Università di Newcastle, rivela che smettere di fumare può ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 fino al 30-40%.  Inoltre, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rimane elevato negli ex-fumatori per i primi 5-10 anni dopo aver smesso di fumare.

Smettere di fumare migliora anche pazienti con diabete in trattamento e riduce il rischio di complicanze legate al diabete come malattie cardiovascolari, insufficienza renale e cecità. Il fumo ritarda anche la guarigione delle ferite e aumenta il rischio di amputazioni degli arti inferiori.

Quando un individuo fuma, il livello di nicotina nel suo corpo aumenta, il che porta a una riduzione dell’assorbimento del glucosio muscolare, sviluppando resistenza insulinica e portando al diabete di tipo 2. Gli studi suggeriscono quindi che il fumo influenzi la capacità del corpo di regolare i livelli di zucchero nel sangue, responsabile del diabete di tipo 2.

5. Controllare annualmente la glicemia

Il controllo annuale permette di identificare precocemente la comparsa del diabete o una eventuale predisposizione.

Riassumendo, gli step della prevenzione sono i seguenti:

  • Identificare i fattori di rischio e comprendere se siamo predisposti all’insorgenza del diabete (parlandone con il nostro medico).
  • Sottoporsi a esami di controllo di routine (es. glicemia a digiuno).
  • Modificare lo stile di vita qualora necessario.

In generale, uno stile di vita sano, che prevede l’astensione dal fumo, una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e un sonno adeguato, è cruciale. In caso di sovrappeso e obesità, e più in generale di fattori di rischio evidenti, è utile sottoporsi a esami di screening per il diabete.


Fonti: