La moda social che mette a rischio le scorte di farmaco
Basta poco: un tweet di Elon Musk o delle sorelle Kardashian, il passaparola tra tiktoker e influencer e si crea subito una nuova moda.
Quando il tema è il dimagrimento, oltretutto, è molto facile che soluzioni veloci, efficaci e senza sacrifici – basta un’iniezione – delle star di Hollywood si diffondano diventando virali in pochissimo tempo.
Non sempre senza conseguenze importanti.
È il caso della semaglutide, farmaco utilizzato per il trattamento del diabete di tipo 2, che spopola come nuovo anti-dimagrante capace di far perdere i chili di troppo in modo veloce e senza fatica.
Si tratta di un uso che attualmente in Italia è chiamato “off-label”, ovvero “fuori etichetta”, perché non è presente tra le indicazioni terapeutiche autorizzate dagli enti regolatori come AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Questo significa che non è possibile prescriverlo per perdere peso, ma solo in caso di diabete. Negli Stati Uniti, invece, la FDA ha già approvato l’utilizzo della semaglutide per il trattamento dell’obesità, patologia sempre più diffusa e importante, che non ha nulla a che vedere con chi vuole solo perdere qualche chilo di troppo.
In Italia, inoltre, con l’utilizzo della semaglutide in modo indiscriminato per la perdita di peso si sta mettendo a rischio l’approvvigionamento del farmaco per pazienti con diabete che lo necessitano e che quindi possono essere costretti a “ripiegare” verso terapie con più effetti collaterali o che dimostrano un’efficacia inferiore.
Cos’è e come funziona la semaglutide
Come abbiamo visto, la semaglutide è un farmaco che viene utilizzato per il trattamento del diabete di tipo 2 e per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nelle persone con diabete di tipo 2.
In particolare, la semaglutide fa parte di una classe di farmaci che agiscono come agonisti del recettore dell’ormone GLP-1 (glucagon like peptide-1). Ciò significa che la semaglutidine imita l’ormone GLP-1, agganciandosi ai suoi stessi recettori. L’ormone GLP-1 viene normalmente rilasciato nello stomaco e nell’intestino in risposta all’assunzione di cibo con l’obiettivo di stimolare l’organismo a produrre insulina, utile per l’assorbimento del glucosio che introduciamo con l’alimentazione. Quando il GLP-1 è presente in quantità elevate, oltre a esercitare un controllo sulla glicemia – ovvero sulla quantità di glucosio presente nel sangue -, agisce anche sul cervello innescando il senso di sazietà.
L’utilizzo del farmaco per favorire la perdita di peso non è quindi casuale, né inventato dalle star di Hollywood, anzi: vi sono diversi studi recenti sviluppati con l’obiettivo di verificare efficacia e sicurezza del farmaco nel trattamento dell’obesità.
Questi studi hanno dimostrato che effettivamente la semaglutide somministrata per iniezione sottocutanea, è in grado di produrre una perdita di peso media che va dal 10 al 15% in 68 settimane (il placebo permette una perdita di peso del 2-3%) se utilizzata con un cambiamento nello stile di vita. La maggior parte dei partecipanti ha perso il 5% del proprio peso corporeo.
Non mancano ovviamente gli effetti collaterali: nausea, diarrea, costipazione. In generale sono più frequenti i disturbi gastrointestinali, mentre più raramente si può andare incontro a ipoglicemia con conseguenti vertigini.
È possibile usarla per il trattamento dell’obesità?
Quindi, le star hanno ragione oppure no?
Innanzitutto, la semaglutide è un farmaco e come tale va trattato: non solo di certo gli influencer a doverlo consigliare.
È un trattamento che va prescritto dal proprio medico curante in caso di necessità. In Italia, diversamente dagli Stati Uniti, a oggi non è ancora stato approvato l’utilizzo e quindi la prescrizione per i pazienti con obesità senza diabete di tipo 2 e non è nemmeno disponibile il dosaggio corretto (più alto per l’obesità), quindi non può e non deve essere somministrato per il dimagrimento.
Questo anche per preservare la quantità di farmaco disponibile per i pazienti diabetici, in modo che la carenza non li costringa a deviare verso trattamenti meno efficaci o con più effetti collaterali.
Qualora venisse approvato l’utilizzo per i pazienti con obesità, è importante ricordare che l’obesità è una malattia con specifiche caratteristiche e parametri e che quindi spetterà al medico capire se sia il caso di utilizzare la semaglutide, non dimenticando che la perdita di peso in pazienti obesi aiuta a ridurre l’insorgenza stessa del diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Non deve essere utilizzato per perdere qualche chilo di troppo: in quel caso bastano una alimentazione sana, sport e attività fisica regolare.
Fonti:
- Wilding JPH et al., N Engl J Med. 2021 Mar 18;384(11):989-1002.
- Mo Ojeniran et al., Canadian Family Physician Nov 2021, 67 (11) 842;
- Garvey WT et al. Nat Med. 2022 Oct;28(10):2083-2091.
- https://www.uclahealth.org/news/semaglutide-weight-loss-what-you-need-know
- https://www.ipsico.it/news/semaglutide-liniezione-che-cura-lobesita/
- https://sio-obesita.org/semaglutide-ed-effetti-cardiovascolari-nellobesita-in-assenza-di-diabete/
- https://www.health.harvard.edu/blog/what-happens-when-a-drug-goes-viral-202302212892
- https://www.fda.gov/drugs/postmarket-drug-safety-information-patients-and-providers/medications-containing-semaglutide-marketed-type-2-diabetes-or-weight-loss



