Il diabete giovanile: cos’è e come si cura

Il diabete è la malattia metabolica più diffusa tra bambini ed adolescenti: colpisce, infatti, circa 18/20.000 giovani nel nostro paese. Quando si parla di diabete giovanile ci si riferisce al diabete mellito di tipo 1, chiamato così in passato, proprio per l’elevata incidenza di casi in età infantile.
In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono stimate essere circa 300.000 (dati Istat 2024) .

Il diabete di tipo 1 si manifesta con un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e -se non diagnosticato in tempo – evolve rapidamente in chetoacidosi. L’innalzamento dei livelli glicemici è dovuto alla mancata produzione di insulina da parte del pancreas: l’insulina è l’ormone che consente al glucosio di essere utilizzato da tutte le cellule per i principali processi energetici. Il pancreas, ed in particolare alcune sue cellule specializzate (insule di Langerhans) vengono attaccate dall’apparato immunitario. Per questo il diabete di tipo 1 è classificato come malattia autoimmune.
Il motivo per cui si scatena l’attacco autoimmune non si conosce ancora interamente, ma è noto che esistono fattori di predisposizione genetica che possono favorire l’emergenza della malattia.

Uno dei primi sintomi dell’insorgenza del diabete di tipo 1 è la grande sete e la necessità per il bambino di urinare frequentemente: l’enuresi notturna è uno dei sintomi più evidenti. La distruzione delle cellule beta comporta la mancanza di insulina e di conseguenza un eccesso di glucosio nel sangue che viene eliminato dall’organismo attraverso l’urina trascinando con sé molta acqua. Il bambino che soffre di diabete inizia così ad urinare e bere molto, svegliandosi anche di notte o bagnando inaspettatamente il letto. Un altro sintomo da non sottovalutare è rappresentato dall’improvviso dimagrimento, dovuto al fatto che l’organismo, non riuscendo ad utilizzare il glucosio, cerca energia alternativa attingendo ai depositi di grasso sottocutaneo, con conseguente rapida perdita di peso e formazione di corpi chetonici (acetone). Questa situazione è estremamente rischiosa e  comporta la necessità di immediato ricovero in ospedale. Il ritardo nella diagnosi di diabete di tipo 1 è dunque molto rischioso, all’insorgere dei sintomi conviene allertare il medico e fare subito una glicemia di controllo.

Attualmente non esiste una cura definitiva per guarire dal diabete, ma qualsiasi bambino che ne è affetto può convivere con questa condizione patologica grazie alla somministrazione di insulina esogena e con l’ausilio di sistemi di infusione e monitoraggio glicemico che ne rendono la gestione sempre più semplificata.

Il diabete infantile non impedisce a bambini ed adolescenti di condurre una vita come gli altri; l’importante è imparare a gestire la terapia insulinica, seguire un’alimentazione sana e consapevole, praticare attività fisica e occuparsi del benessere psicologico. Numerose sono le persone, nel mondo dello sport o dello spettacolo, che hanno trovato completa realizzazione ad altissimi livelli, pur convivendo con questa patologia cronica.

L’esordio di diabete di tipo 1 è un duro colpo nella vita di un bambino e della sua famiglia, ma l’educazione terapeutica trasmessa dai team dei centri diabetologici e l’utilizzazione delle tecnologie possono rendere l’incontro con la malattia sempre più gestibile nella sua accettazione.

Per conoscere le domande più frequenti poste dai genitori di bambini diabetici alla nostra redazione visita questa sezione.