È aumentato il numero di italiani con diabete che riesce a tenere sotto controllo i valori della glicemia e del colesterolo; si è estesa la diffusione di farmaci innovativi e delle nuove tecnologie per la gestione del diabete. Nonostante un generale e costante miglioramento dell’assistenza, rimangono alcune criticità per la gestione delle complicanze microvascolari correlate alla patologia, in particolare danno renale e retinopatia. Se l’obesità (BMI > 30) nel diabete T2 è risultata in diminuzione rispetto agli scorsi anni, assestandosi attorno al 35%, per il T1 è in aumento: riguarda il 14,8% degli assistiti, rispetto allo 0,4% del 2004.
Sono questi i dati più significativi emersi dagli ultimi Annali AMD, il report dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) che da 15 anni monitora la situazione generale e la qualità delle cure del diabete in Italia.
L’edizione 2026 del report, presentata al Senato lo scorso 6 maggio, analizza i dati raccolti nel 2025 in oltre 340 centri diabetologici italiani e comprende più di 775mila pazienti, di cui oltre 693mila con diabete tipo 2, 51mila con diabete tipo 1 e più di 15mila donne con diabete gestazionale.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 2, gli Annali evidenziano l’aumento progressivo dell’età media dei pazienti, ora salita a 70 anni, e la diminuzione della presenza di obesità, idealmente influenzata dall’utilizzo dei nuovi farmaci, che riguarda il 35% degli assistiti. In generale i dati sono in miglioramento rispetto alle precedenti misurazioni: oltre il 56% dei pazienti presenta valori di emoglobina glicata a target e quasi il 49% controlla adeguatamente il colesterolo (in crescita rispetto allo scorso 44,6%). Parallelamente aumenta l’impiego dei farmaci innovativi (SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del GLP-1o Dual Agonist), utilizzati dall’85,6% dei pazienti (rispetto al 77,4% dello scorso anno).
Ancora da migliorare la gestione delle complicanze microvascolari del diabete: è in calo il monitoraggio di micro e macroalbuminuria (campanello d’allarme delle malattie renali), della retinopatia e del piede diabetico. La malattia renale cronica si conferma la complicanza prevalente, interessando oltre il 50% del campione.
I dati relativi al diabete di tipo 1 evidenziano invece che il 37,2% dei pazienti italiani ha l’emoglobina glicata a target, il 40,5% un buon controllo pressorio e oltre il 50% ha il colesterolo sotto controllo, nonostante molti fumino (26,2%) e presentino sovrappeso o obesità (30,4%). In aumento anche l’utilizzo della tecnologia: i microinfusori vengono utilizzati dal 21,3% dei pazienti mentre, per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM), analizzati per la prima volta in questo Report su circa 13mila pazienti, i risultati presentano margini di miglioramento. Secondo i dati, infatti, nonostante la tecnologia aiuti a limitare pericolosi episodi di ipoglicemia, solo un paziente su tre riesce a mantenere la glicemia nel cosiddetto “time in range” per almeno il 70% del tempo.
Gli Annali AMD fanno il punto anche sul diabete gestazionale nel nostro Paese, considerando un campione di oltre 15mila donne, ovvero circa la metà dei casi registrati ogni anno in Italia, ed evidenziando l’aumento del ricorso alla terapia insulinica dal 38% al 50%. I principali fattori di rischio per questo tipo di diabete si confermano l’età superiore a 35 anni (45,5% del campione), seguita dall’obesità pregravidica (30,4%, in aumento rispetto al precedente25%) e dalla familiarità per diabete pari al 10,1%.
“La crescita del database degli Annali AMD testimonia come la disponibilità di informazioni cliniche strutturate possa tradursi in risultati di salute concreti per i pazienti”, dichiara Salvatore De Cosmo, Presidente AMD. “L’attività di benchmarking, fondata sul confronto con i centri best performers, ha favorito nel tempo un miglioramento progressivo e misurabile degli indicatori di qualità, contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della diabetologia italiana. Gli Annali sono oggi uno strumento strategico per l’analisi dei percorsi assistenziali e per il supporto alle decisioni in ambito di sanità pubblica. Le prospettive future riguardano l’integrazione dei dati, lo sviluppo di modelli di cura sempre più personalizzati, anche attraverso l’impiego delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, in un contesto sanitario in continua evoluzione”.
Per approfondire: https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2026/05/Comunicato-stampa_Annali-AMD-2025_06-05-26_def.pdf



