Del bisogno di informarsi – Intervista alla Dottoressa Giulia Genchi 

Una specializzazione particolare, quella di Giulia Genchi, pedagogista specializzata in marginalità e disabilità, affiancata da un lavoro come educatrice professionale sociopedagogica. Come si arriva ad avere la sua esperienza? 

Tutto inizia con un incontro. 

“Sette anni fa stavo facendo del volontariato in un maneggio nella zona di Lecce, lì seguivo specialmente bambini con autismo perché avevo da poco sviluppato la tesi sperimentale sull’autismo e la pet therapy.  Così, conoscendo i bambini, a un certo punto la titolare del maneggio mi presenta questa bimba di 11 anni con il diabete di tipo 1 da quando era piccolissima. Indossava sia il sensore sia il microinfusore, cose di cui io non avevo mai sentito parlare né tanto meno avevo mai visto con i miei occhi. La mia curiosità mi ha portato a fare delle domande prima alla titolare, poi a Google, ed infine ai genitori, che si sono dimostrati estremamente contenti del mio interesse. Poi da lì il mio percorso di studi è andato avanti, mi sono specializzata nella disabilità in quanto pedagogista e sono venuta a conoscenza di figure nel mondo del diabete quali pediatri, professionisti sanitari, infermieri, medici di vario genere e ovviamente diabetologi. Così alla fine ho scelto di fare del diabete di tipo 1 una delle strade che percorro professionalmente”. [NDR: la dottoressa Giulia Genchi si occupa nello specifico anche di disturbi della nutrizione e della nutrizione in età evolutiva]

La passione della Dottoressa non è solo per la malattia, ma anche per il mondo della formazione. Orgogliosa ci racconta del progetto rete inclusivo Pescami, presentato prima sotto forma di convegno ad Aprile 2025 e presto nelle scuole della Puglia questo autunno.  

Pescami si rivolge a docenti, discenti e a tutto il personale scolastico ed è volto a sensibilizzare – con l’aiuto di Genchi in quanto pedagogista, ma anche di psicoterapeuti, infermieri, dietisti, nutrizionisti e diabetologi – su tutte le tematiche del diabete di tipo 1, sia con la formazione a distanza (FAD) sia quella in presenza. 

Come mai questo nome particolare? 

Pescami nasce con l’idea che la persona con diabete di tipo 1 al momento del proprio esordio si senta spesso sprofondare in un abisso. È una vera e propria tempesta, quella che affronta, e per non annegare ecco che interviene il professionista di settore, che insieme ad altri fa e lancia una rete di salvataggio fatta di competenze a disposizione di chi ha il diabete, che potrà aggrapparsi sempre di più fino a uscire dall’acqua. Ecco, questa è l’allegoria che vogliamo presentare per raccontare quella che può essere vista da molti come l’esordio del diabete di tipo 1 e poi l’evolversi e la gestione della malattia.” 

Oltre a Pescami partirà a breve anche il progetto C’era una volta il diabete, il quale mira a sviscerare la paura dell’ipoglicemia, per donare strumenti e consigli per affrontarla con la minor paura possibile e nel modo più efficace. Perché la Dott.ssa Giulia Genchi non ha dubbi: se c’è una cosa che manca fuori dal mondo del diabete non è solo l’informazione ma anche la formazione delle persone. 

“C’è veramente tanto stigma ancora a causa di queste mancanze, oltre a una grossa paura da parte dei docenti di intervenire. A chi mi leggerà voglio ricordare l’importanza di informarsi, specialmente se non si ha il diabete. Perché chi lo ha, ha già una vita davvero complessa, segnata da una malattia che non lascia mai in pace, e queste persone si meritano il nostro appoggio informato. Perché ogni volta che non aiutiamo un diabetico nel momento del bisogno, anche con una semplice caramella, è come se vedessimo per strada qualcuno che sta male e ci rifiutassimo di chiamare soccorso. Non abbiate paura di fare domande, purché poste in modo educato e non invadente. Siate di sostegno, informatevi!”