Alla fine delle nostre interviste c’è una domanda sempre uguale per tutte e tutti, un piccolo rito per concludere la nostra chiacchierata. Quella domanda è: “Quale messaggio vorresti lasciare a chi ti legge?”.
Ecco, nel caso della Dottoressa Federica Giacomoni bisogna partire dalla fine, da quella domanda, perché la sua risposta svela la filosofia di vita che l’accompagna sin dal suo giovane esordio a dieci anni.
“Il diabete è il compagno di vita che non abbiamo scelto, ci è piombato così tra capo e collo ed è stata una novità importante nelle nostre vite. Però sicuramente è venuto a insegnarci qualcosa, […] io probabilmente non farei la dietista se non avessi avuto il diabete“.
Quindi qual è il tuo messaggio?
“Diamogli e diamoci amore. Anche nelle notti di ipo o iperglicemia, anche con tutte le fatiche che ci fa fare. Diamoci amore incondizionato, è il modo migliore per far sì che ci sia un ritorno per noi, che ci sia equilibrio”.
La Dottoressa Giacomoni è specializzata in malattie metaboliche, ma ha anche fatto un percorso di studi di cinque anni in medicina integrata, per studiare l’incontro tra medicina occidentale e quella cinese tradizionale. Non c’è da stupirsi che una delle sue più ferme convinzioni sia che mente e corpo non possano mai essere distaccati.
“Quando incontro un/una nuovo/a paziente chiedo sempre se si stia facendo seguire in un percorso psicologico. Innanzitutto, perché non sempre si sa che la ASL può seguirti gratuitamente, e in secondo luogo perché non ha alcun senso non farsi supportare”.
La Dottoressa lo sa bene, perché se da bambina accettava tutto con un semplice “Ok, lo faccio”, a ventuno anni ha vissuto un vero e proprio rifiuto della malattia che l’ha portata a non prendersi cura della glicemia al punto dal ricevere un perentorio “O ti metti in riga o ti ricovero”, frase che l’ha convinta a iniziare un percorso di terapia personale.
Anche le esperienze delle sue gravidanze, distanziate di dieci anni, hanno sentito l’influenza di questo percorso.
“Nella prima mi sono proprio sentita malata, non stavo bene con me stessa. Durante la seconda, forte di un percorso personale ben articolato, mi sono goduta ogni momento”.
Ecco come quell’amore incondizionato per sé stessa e il suo compagno di vita non scelto l’hanno protetta e curata. Un amore che auguriamo a ogni persona che ci legge di provare non una volta, ma ogni giorno della propria meravigliosa vita.



