Piano vaccini Covid: priorità per chi ha il diabete

Nell’ultimo aggiornamento del piano nazionale vaccini anti-Covid è emerso come criterio di priorità, oltre che l’età, anche l’eventuale presenza di particolari patologie, come il diabete

Dopo la prima fase del piano, che sta attualmente coinvolgendo gli operatori sanitari e gli over 80, nella Fase 2 avranno la priorità per essere vaccinati le persone più vulnerabili per particolari patologie, indipendentemente dall’età. Una scelta, come si legge nel documento del Ministero della Salute, «ispirata a principi di equità, protezione, promozione della salute e del benessere».

Come emerso dall’incontro del 3 febbraio tra Governo, Regioni e Commissario per l’emergenza, la nuova road map del piano nazionale vaccinazioni anti-Covid prevederà diverse fasi di somministrazione e differenti fasce di priorità. 
Come riporta QuotidianoSanità, le 4 fasi della campagna di vaccinazione nazionale saranno così strutturate:

  • Fase 1: operatori sanitari e socio-sanitari, ospiti RSA e over 80;
  • Fase 2: persone da 60 anni in su, persone con fragilità di ogni età, gruppi sociodemografici a rischio più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico ad alta priorità;
  • Fase 3: personale scolastico, lavoratori di servizi essenziali e dei setting a rischio, carceri e luoghi di comunità, persone con comorbidità moderata di ogni età;
  • Fase 4: popolazione rimanente (over 16).

Secondo le ultime disposizioni, la Fase 1 e la Fase 3 procederanno insieme, attraverso due percorsi paralleli. L’obiettivo del piano nazionale vaccini rimodulato è somministrare 2 milioni di dosi a febbraio, 4 milioni a marzo e 8 milioni ad aprile, per un totale di 14 milioni di dosi distribuite nel primo trimestre del 2021.

In dettaglio, nella Fase 2 della campagna verranno vaccinate prioritariamente le seguenti categorie di persone:

  • soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie (indipendentemente dall’età);
  • persone tra 75 e 79 anni;
  • persone tra 70 e 74 anni; 
  • persone vulnerabili under 70; 
  • persone tra 60 e 69 anni che non presentano rischi specifici; 
  • persone tra 55 e 59 anni che non presentano rischi specifici.

Per quanto riguarda la prima fascia di persone (soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie) sono state individuate nel dettaglio le malattie valutate come particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19. È qui che si inserisce il diabete, insieme ad altre patologie specifiche come malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, fibrosi cistica, patologia renale, malattie autoimmuni, malattie epatiche e cerebrovascolari, patologia oncologica, sindrome di Down, trapianto di organo solido, grave obesità. 

Una scelta che accoglie quanto era stato fortemente richiesto a gennaio dalla AMD (Associazione Medici Diabetologi), dalla SID (Società Italiana di Diabetologia) e dalla SIE (Società Italiana di Endocrinologia). Le tre società scientifiche avevano scritto una lettera aperta rivolta al Ministero della Salute, al Commissario per l’emergenza Covid-19, all’AIFA e al Comitato tecnico scientifico che chiedeva che le persone con diabete fossero inserite tra i cittadini da sottoporre prioritariamente alla vaccinazione, indipendentemente dall’età anagrafica.


Per maggiori informazioni sul piano nazionale vaccini: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/