Cani e diabete: ci vuole fiuto per monitorare la glicemia

 

I cani grazie al fiuto avvertono se i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti o troppo bassi, aiutando il padrone a monitorare glicemia e diabete. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, ha pubblicato sulla rivista PLoS ONE uno studio che ha coinvolto 17 cani addestrati ad avvertire i loro …

Adiponectina associata al rischio di diabete gestazionale

 

Alti livelli di adiponectina aumentano il rischio di diabete gestazionale fino a sette volte nelle donne sovrappeso, secondo uno studio su Diabetes Care. L’adiponectina è un ormone coinvolto nel bilancio energetico del nostro organismo. Prodotta dalle cellule del tessuto grasso e per questo presente in quantità maggiore nelle persone sovrappeso, l’adiponectina viene rilasciata nel sangue, …

Glicemia alta in pubertà, rischio diabete da adulti

 

Una dieta ricca di carboidrati durante i periodi di fisiologica insulino-resistenza, come la pubertà può influenzare il rischio futuro di diabete di tipo 2. Lo studio condotto da Janina Goletzke dello IEL-Nutritional Epidemiology presso l’Università di Bonn, in Germania, pubblicato di recente su Diabetes Care.(1) La pubertà è un periodo di cambiamenti rapidi e radicali …

Fumo in gravidanza, rischio figlie con diabete e obesità

 

Le donne che fumano in gravidanza aumentano il rischio di sviluppo di obesità e diabete gestazionale nelle loro figlie. Lo afferma uno studio pubblicato su Diabetologia. Mentre la relazione tra esposizione prenatale al tabacco ed effetti negativi sull’infanzia è stata molto studiata, i rapporti sui possibili effetti negativi che persistono fino all’età adulta sono più …

Agire sui fattori socioecologici per prevenire il diabete

 

Per invertire l’aumento dei casi di prediabete e diabete bisogna considerare i fattori socioecologici, importanti nello sviluppo della malattia.. La dichiarazione arriva dalla American Diabetes Association durante la sua recente 73a Sessione Scientifica, e  pubblicata online su Diabetes Care. La dichiarazione scientifica osserva che, nel caso di obesità e diabete di tipo 2, “i tassi …

Obesità e diabete legati dagli adipociti ipertrofici

 

L’obesità causa la morte programmata degli adipociti, le cellule del tessuto grasso,con reazioni infiammatorie che portano a insulino-resistenza e diabete. Lo studio è frutto di un lavoro di gruppo tra Antonio Giordano e colleghi del Centro Obesità dell’Università di Ancona, in collaborazione con Il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università degli Studi …

Contro il diabete, primi cibi solidi al giusto mese d’età

 

Un neonato da genitori diabetici ha un maggior rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 1 se riceve i primi cibi solidi prima o dopo il 5° mese d’età. Il gruppo di ricercatori guidato da Brittni Frederisken della Colorado School of Public Health, Università di Colorado ad Aurora, ha condotto uno studio sul diabete autoimmune …

Diabete: qualità di vita migliore con l’esercizio fisico

 

Nove mesi di esercizio aerobico e di resistenza migliorano significativamente la qualità della vita con diabete, secondo la rivista Diabetes Care. Valerie H. Myers del Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge, in Louisiana, e colleghi hanno condotto uno studio sui benefici salutari dell’esercizio aerobico e di resistenza nei pazienti con diabete di tipo 2, …

Per fare il latte materno ci vuole insulina

 

Le ghiandole mammarie sono sensibili all’insulina e la difficoltà per alcune donne di produrre latte materno potrebbe essere causato da insulino-resistenza. Uno studio condotto da Danielle G.Lemai dell’Università della California Devis in California, in collaborazione con i colleghi del Cincinnati Children Hospital Medical Center in Ohio, ha descritto con quale meccanismo l’insulina sia coinvolta nella …

Piede diabetico: poco uso di scarpe antiulcera su misura

 

I diabetici con rischio di ulcere del piede usano poco le scarpe su misura quando sono in casa, dove si muovono di più e sono più soggetti a recidive. Roelof Waaijman e colleghi del Dipartimento di Riabilitazione dell’Università di Amsterdam hanno seguito per una settimana 120 pazienti provenienti da 10 diversi Ospedali olandesi, tutti con …